giovedì 27 Febbraio 2020
ore 21:00

Teramo


Piazza Cellini

Teatro Comunale di Teramo

Un Tram che si chiama desiderio



UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
di Tennessee Williams
traduzione Masolino D’Amico

con Mariangela D’Abbraccio, Daniele Pecci
regia Pier Luigi Pizzi
produzione Gitiesse Artisti Riuniti
in coproduzione con La Pirandelliana
in collaborazione con AMAT

durata 120 minuti
2 atti
anno di produzione 2019

La vicenda è ambientata nella New Orleans degli anni Quaranta, i protagonisti sono una coppia, Stanley e Stella. Lui è un rude polacco dai modi burberi, travolto dalla passione per la moglie Stella. A turbare l’equilibrio arriva Blanche, sorella di Stella, donna dai molti lati oscuri che pian piano andrà svelando, fino a giungere alla pazzia ed al manicomio. La coppia, la cui pace familiare sembra allietata dalla nascita di un bambino, rischierà la rottura per l’incapacità di Stella di accettare il destino di Blanche, il cui crollo è causato anche dalle pressioni esercitate su di lei da Stanley.

La leggenda vuole che fosse proprio su un tram, su cui girovagava da studente, che il giovanissimo Tennessee Williams si facesse l’idea di un dramma che svelava il lato oscuro del sogno americano. Questa storia divenne il capolavoro di Williams un testo amato, odiato, comunque conosciuto in tutto il mondo, una pietra miliare del teatro e del cinema che ancora oggi si continua a leggere e a vedere rappresentato con interesse ed emozione: Una storia in tre atti che alzava il velo sulla macchina oppressiva della famiglia, dell’anima ipocrita dei pregiudizi, la feroce stupidità delle paure morali.
Il dramma, premio Pulitzer nel ’47, mette per la prima volta l’America allo specchio su cose come l’omosessualità, sesso, disagio mentale, famiglia come luogo non proprio raccomandabile, maschilismo, femminilità maltrattata, ipocrisia sociale. Col tempo è diventato veicolo di altre ragioni, sociologiche, ideologiche. Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni ’40 e narra la storia di Blanche che dopo che la casa di famiglia è stata pignorata si trasferisce dalla sorella Stella sposata con un uomo rozzo e volgare di origine polacca Stanley.
Blanche è alcolizzata, vedova di un marito omosessuale, e cercherà, fallendo, di ricostruire un rapporto salvifico con Mitch, amico di Stanley. Ma il violento conflitto che si innesca fra lei e Stanley, la porterà alla pazzia, già latente in lei.
La regia dello spettacolo è affidata ad un grande maestro di fama internazionale: Pier Luigi Pizzi, fondatore con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk della “Compagnia dei giovani”.
Regista, scenografo costumista ha dedicato le sue immense doti di creatività e sensibilità al servizio di spettacoli teatrali sia di prosa sia di lirica, con lavori che hanno segnato il percorso e l’evoluzione della storia del teatro. Ogni suo spettacolo porta il segno dell’eccezionalità.
Il ruolo di Blanche Du Bois è affidato a Mariangela D’Abbraccio, grande interprete del nostro teatro reduce dai successi di Filumena Marturano per la regia di Liliana Cavani. Il ruolo di Stanley Kowalski è affidato a Giulio Berruti, talentuoso attore emergente.

Un Tram che si chiama desiderio

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